Fitocomplesso

In questo articolo parliamo del polline d’api, un integratore nutriente e remineralizzante, nonché ricco di vitamine, minerali e aminoacidi essenziali. Il polline d’api possiede un elevato potere antiossidante, aiuta a stimolare le difese immunitarie e a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo.In questo articolo potrete trovare:

Introduzione

In questi anni stiamo vedendo un rinnovato interesse verso la medicina naturale, in particolar modo sentiamo spesso parlare di proprietà terapeutiche naturali di alcune piante, di certi cibi, spezie fino ad arrivare a farmaci naturali, integratori e molto altro. Cerchiamo di capire prima di tutto quale differenza vi è tra principio attivo e fitocomplesso.

Differenze tra principio attivo e fitocomplesso

Il principio attivo è un agente accertato che determina la terapia, questo concetto è stato introdotto da Paracelso il padre della farmaceutica. Il fitocomplesso invece è l’insieme di tutti i principi attivi e gli altri componenti, tutti ugualmente importanti, che contribuiscono a determinare l’attività e le proprietà terapeutiche della pianta.

Quindi il fitocomplesso può contenere uno o più principi attivi (sostanze dotate di effetto biologico terapeutico), più i metaboliti secondari che sono sostanze che coadiuvano l’attività del principio attivo, questo determina una interazione naturale tra i principi attivi presenti e consente una maggiore efficacia rispetto agli elementi estratti singolarmente.

Il risultato risulta armonico e determina effetti non riproducibili per sintesi chimica, infatti i metaboliti secondari giocano un ruolo fondamentale perché variano l’azione terapeutica della pianta. Inoltre la fonte naturale presa nel suo insieme può causare minori controindicazioni rispetto al singolo principio attivo isolato chimicamente, perché l’effetto sinergico delle sostanze contenute nel fitocomplesso ne modulano l’azione.

Fitocomplesso della canapa: cosa contiene?

Il fitocomplesso della canapa contiene tutte le sostanze presenti nella pianta, quindi contenute nei fiori, nei semi, nelle foglie, nella resina e nell’olio. Ad oggi, in essa troviamo 1269 sostanze, di cui 144 fitocannabinoidi, poi abbiamo: flavonoidi, terpeni, vitamine, acidi grassi insaturi, amminoacidi essenziali, alcani, composti azotati, proteine, glicoproteine, enzimi, zuccheri, alcoli, chetoni e tanti altre sostanze.

I fitocannabinoidi sono principi attivi di natura grassa insolubili in acqua, le molecole più conosciute sono il THC e il CBD. I terpeni sono sostanze che conferiscono il tipico profumo alla pianta di cannabis, in questa pianta ne possiamo trovare più di 200, il loro studio ha avuto un crescente interesse soprattutto per quel che riguarda l’effetto sinergico con i fitocannabinoidi, essi influiscono sul comportamento umano e animale se inalati, dal punto di vista farmaceutico sono molto versatili: interagiscono con le cellule di membrana, con canali ionici neuronali muscolari, con i neurotrasmettitori, con il sistema messaggero e con gli enzimi. Mostrano pertanto effetti terapeutici se inclusi in un sistema armonico come è quello del fitocomplesso di canapa.

Cosa dice la ricerca sul fitocomplesso della canapa?

Nel 1998 il ricercatore israeliano Raphael Mechoulam conia il termine “effetto Entourage” che viene dato dall’azione sinergica dei componenti contenuti nella pianta, nello studio viene evidenziato l’aumento degli effetti benefici del THC grazie ai composti secondari della cannabis, riducendo l’ansia indotta dalla sua psicoattività.

Gianpaolo Grassi, primo ricercatore al CIN di Rovigo dove seleziona le varietà genetiche di cannabis che arrivano dallo stabilimento fiorentino, afferma che l’estratto completo della cannabis contiene numerose sostanze che risultano assenti quando si somministrano cannabinoidi purificati. Grassi cita i risultati preliminari di una ricerca svolta al Technion, l’Istituto israeliano di tecnologia, in cui il gruppo di lavoro coordinato da David Meiri ha trattato linee cellulari tumorali di topo con estratti che hanno una diversa composizione chimica. “Se a parità di THC estratti diversi mostrano azioni antitumorali diverse, vuol dire che l’effetto osservato non è dovuto esclusivamente al THC, ma che entrano in gioco anche altre sostanze, come terpeni e flavonoidi”, spiega il ricercatore italiano. “Questa combinazione di sostanze è il vero strumento terapeutico della cannabis”. In gergo si parla di “fitocomplesso”.

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